BIT 2017

Anche quest’anno avevo deciso di non andare e anche quest’anno sono poi andato.

BIT 2017, la rinascita, la novità, la nuova formula, il ritorno a Milano Fiera City, tutti buoni propositi.

Si inizia di domenica (!) e si termina di martedì. Ovviamente il primo giorno lo evito in quanto aperto al pubblico (dov’è la novità?) e non ho voglia di assistere al solito assalto delle cavallette alla ricerca del gadget. Inizio di lunedì, dove spero di trovare gli operatori del settore. Premessa: la location del ritorno al futuro (Milano fiera) è finalmente azzeccata, vicino alla city, raggiungibile in pochi minuti con la metro (a tariffa urbana) e tutto sommato ben organizzata a livello logistico.

Quindi raccontavo del lunedì di settore, ma quale settore? Tra venditori di gadgets, agenzie di eventi, marketing e affibbiatori di biscotti, la professionalità è la vera unica assente di questa giornata. Gli operatori ci sono, gli enti del turismo anche, qualche compagnia aerea e molti tour operators (che la fanno da padrone).

E questo è il “MICO 0”. Visto che non avevo tanto tempo da dedicare alle visite, nel mio breve tempo libero, visito il padiglione dedicato alle regioni italiane dove c’è anche lo stand di Decathlon che vende le tende… Forse sono partito prevenuto, voglio abbandonare i miei pregiudizi e dedicare la visita con occhi disincantati, quasi come può fare un novello fierista. Però, dopo quasi 25 anni di mercato, di fiere, di turismo, non riesco proprio a far passare per buone alcune lacune organizzative, in primis la noncuranza degli allestitori degli stands pre-allestiti che si sono permessi di lasciare sporchi i box (polvere e unto ovunque).

Ma voglio continuare a sbagliarmi.

La fiera chiude i battenti ufficialmente alle 18, ma già alle 1740 cominciano a spegnere le luci (!). Disilluso per l’ennesima volta, esco dalla fiera alle 1830, in tempo per prendere la metro che mi porta in hotel. Sì, l’unico hotel che ho trovato disponibile si trova a parecchie fermate di distanza. Non per pagare meno, ma perché gli organizzatori hanno deciso di prendere gli spazi giusto in concomitanza della Fiera del Mobile di Milano, che a parer di molti è considerata la più importante a livello mondiale e che quindi richiama migliaia di persone, intasando di fatto una città già congestionata.
Martedì mi sveglio nella pura indecisione se tornare o meno in fiera: preso da un senso di colpa, mi vesto e prendo la via per Portello (la fermata), concedendo di fatto un riscatto a quella che, a mio dire, si presenta come l’ennesimo flop. E non vengo smentito. Fiacca, stenta a decollare, piena di scolaresche (nulla in contrario, ma va organizzata in modo totalmente diversa), tanti lamentii in giro, poche soddisfazioni.

Cara la mia BIT, ti scrivo perché sono cresciuto, sia di età che professionalmente, con te. Da ragazzo aspettavo tutto l’anno per poter passare 4 giorni a Milano, nella capitale del turismo italiano, insieme con i professionisti del settore, dove ho dato tanto ma ho ricevuto anche di più. Per questo ti chiedo di tornare realmente a quei fasti, al periodo che univa il turismo, che faceva il turismo, che anticipava il turismo, che veramente aveva a cuore il turismo. Cara BIT, se il prossimo anno avrai la velleità di chiamarti 2018, ascolta la voce di chi ti vuole bene. Cambia giorni della settimana, rendila esclusiva per il settore, categorizza le entità, lascia fuori il pubblico (quella è un’altra fiera, non la nostra), non regalare gli stands ma regolare i prezzi, evita le concomitanze con altri eventi.

Perché ti voglio ancora bene, mia cara vecchia BIT.

#BIT2017

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