Qual’è quindi la differenza?

Era tanto che non volavo in Europa, vuoi perché sono stato mesi in Australia, vuoi perché mi ero un po’ fermato, ma la sorpresa è stata grande. Cominciamo passo passo. Volo a Londra per un meeting, parto di domenica e torno di martedì. Andata con Alitalia e rientro con British Airways. La domenica il volo è pieno di ragazzi che vanno in UK per la loro ormai classica settimana all’estero. Come sempre mi premuro nel fare il check-in il giorno prima per poter scegliere il posto che mi piace non a pagamento. Sì perché ormai è diventato un classico anche questo, pagare per avere il posto all’uscita di emergenza piuttosto che le prime file. Costo? Tra i 12 ed i 20 euro. OK. Scelgo il mio 12C, rigorosamente corridoio per non dare fastidio agli altri nella eventualità che mi debba alzare. Arrivo in aeroporto, a Fiumicino, e trovo tutto cambiato. Sembra quasi un aeroporto moderno: un grande shopping centre ti attende prima di partire. I servizi sono tutti efficienti, puliti, quasi maniacali. Ma torniamo al volo. È mia buona abitudine non presentarmi al personale di bordo: non voglio favoritismi, quindi mi faccio la mia fila ed entro in aereo. Personale Alitalia cortese (ma nulla di più). Dopo circa 30 minuti dal decollo passano con lo snack: permetto che l’orario di partenza era alle 14, mi sarei aspettato quantomeno un sandwich. Invece arriva la solita frase “salatini o biscotti?”. Menomale che avevo mangiato qualcosa in aeroporto. Volo tranquillo, capitano donna (bravi!), atterraggio con applauso incorporato della scolaresca a bordo che fa scoppiare le risa di due ragazzini neanche di 10 anni inglesi accanto a me che, imbarazzati, mi chiedono il perché di questo scroscio. Vallo a spiegare che siamo italiani 🙂

Lunedì meeting, martedì rientro con British. Volo alle 1245. Parto con calma dall’albergo e in perfetto orario (e con una metro perfetta anch’essa) arrivo al T5 da dove parte il volo di rientro. Provo ad effettuare il self-check in e con grande sorpresa (dopo aver pagato il biglietto di servizio) mi ritrovo in lista di attesa. Vengo imbarcato per ultimo, ci sta, ma il grande stupore deve ancora venire. Qualche collega mi aveva avvisato che la British era cambiata, ma non al punto di dover PAGARE anche un bicchiere d’acqua. Una volta a bordo trovo il menu (graficamente ben fatto e accattivante) con le varie cibarie e con i vari prezzo, un po’ come al fast-food, ma di qualità inferiore. Si paga solo con carta di credito, no cash please! Poi passano col carrello del duty-free ed infine con la raccolta fondi a favore dei bambini orfani (alla quale ho donato anche io, piuttosto che spendere inutilmente pounds per un sandwich che in partenza già so che non mi piace).

La linea che dissomiglia Vueling, Ryanair, Easyjet con BA, LH, AF é sempre più’ sottile. Acquisto una compagnia cosiddetta legacy per le sue peculiarità, per il servizio incluso e per quello che ti danno senza chiedere. Ma quando una blasonata come British scende a livello di una Low Cost, beh… la domanda é più che lecita: qual’é la differenza?

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