Vueling, una piacevole sorpresa

Quando dici “non volerò mai più con una low-cost” è come il famoso detto “non tirare l’acqua in aria che ti ricade in testa”.
Il mio primo e unico viaggio di questo tipo lo effettuai qualche anno fa da Roma a Trapani con Ryanair. Il bagaglio a mano controllato col centimetro per poterti estorcere qualche soldo, l’assalto ai posti a sedere, il bingo e le lotterie a bordo, gli urlacci per farti comprare di tutto e di più. Ecco. Questa fu la mia prima, unica e ultima esperienza con un volo low-cost.
Qualche tempo fa, parlando col mio amico Marco (che non finirò mai di ringraziare), uscì fuori il discorso che mi sarebbe piaciuto andare a visitare Valencia e mi offrì dei voli con Vueling che io, in prima istanza, rifiutai. Marcone con la sua solita caparbia cortese insistenza, mi fece trovare una lettera nella quale si riportava una “vincita di 4 biglietti per una destinazione a scelta servita da Vueling”. L’occasione è di quelle ghiotte e mi lascio prendere dall’euforia: decido di partire alla volta di una delle città più affascinanti di Spagna e d’Europa.
Ore 7 del mattino si parte da casa, volo alle 940 da Fiumicino, imbarco alle 900. E fino a qui tutto fila liscio. Arrivati in aeroporto, e qui cominciano le sorprese, veniamo accolti al check-in con l’imbarco “prioritario” perché viaggiamo con nostro figlio col passeggino. Direi ottimo inizio. La collega all’accettazione è molto cordiale, ci aiuta nelle formalità d’imbarco sia per il volo in oggetto, sia per quello di ritorno (e ci da anche subito le carte). Controllo bagagli a mano. Gate, ore 845. Chiedo la cortesia di poter avere almeno due posti insieme (purtroppo -o per fortuna per VY- il volo è pieno) e quindi siamo un po’ sparpagliati. Ore 855 ancora una volta “priority boarding”. A bordo ci accolgono con dei grandi sorrisi, personale giovane e attento alle nostre esigenze. Alla fine dell’imbarco ci trovano i due posti vicini e, contento per la ottima assistenza, mi calo i miei occhiali scuri sul volto e mi preparo al decollo. 940 stacca dal molo, ore 955 decolla. Il tutto perfettamente in orario. Aeromobile A320, posti con un buon pitch (nulla a che vedere col A320 AZ che ho preso solo pochi giorni fa per Berlino: una pitch-onaia!).
“E poi si sa, Vueling è una low-cost e quindi deve pure in qualche modo fare soldi” citò un mio emerito collega ad una di quelle riunioni che facciamo per controllare l’andamento dei competitors.
In maniera veramente discreta annunciano che il catering è in procinto di passare e che la carta del menù ha tutti i suoi “pregi” ben descritti. Non ho sinceramente avuto il coraggio di provare nessuna delle “prelibatezze” ivi descritte, ma posso assicurarvi che il modo sobrio in cui è stato proposto il tutto, mi ha lasciato ancora una volta positivamente sorpreso.
Ok, dai… fatemi trovare almeno un lato negativo, altrimenti mi si può accusare di aver viaggiato gratis e aver fatto un pezzo per loro solo a questo scopo… no, non è così. Chi mi conosce e segue sa’ bene che non lesino ne’ complimenti, tantomeno critiche. E qui ne voglio muoverne una importante: la pulizia di bordo del volo ha lasciato veramente a desiderare: le tasche dei sedili di fronte erano piene di cartacce, mentre la toilette non aveva neanche il sapone per le mani. A chi imputare la responsabilità? Al cleaning service o a VY che non si fa rispettare?
Comunque sia, dopo questa esperienza di volo, posso ricominciare a pensare che le cosiddette low-cost, ora, non siano più tanto low e che abbiamo ancora tanto da imparare dal loro modello di business (intendo noi compagnie tradizionali).
Brava Vueling, un po’ meno i servizi, ma la cosa fondamentale alla fine della giostra è la sicurezza a bordo. E su questa non transigo. In fase di decollo ho testato il personale di bordo, alzandomi quando ancora la luce delle “cinture allacciate” era accesa. Sono stato redarguito in maniera severa è rimandato al posto. Ancora una stra-piacevole sorpresa.
Rivolerò low-cost? Sicuramente si, almeno per il volo di rientro…

 

 

Foto: Fabio Zinanni © 2017

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